La Xilografia


La xilografia, o silografia, è una tecnica d'incisione in rilievo in cui si asportano dalla parte superiore di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno.
Le matrici vengono inchiostrate e utilizzate per la realizzazione di più esemplari dello stesso soggetto (su carta e a volte su seta), mediante la stampa con il torchio. Dato che la xilografia è un tipo di incisione in rilievo, non è difficile inserire la matrice di legno nelle forme tipografiche, stampando così testo e immagini contemporaneamente. Questa caratteristica della xilografia rende il processo di stampa molto economico, infatti fu usata soprattutto per i "testi popolari". Una storica stamperia specializzata in stampe popolari fu quella italiana dei Remondini di Bassano del Grappa (metà XVII secolo-metà XIX secolo).
Legni incisi per le stoffe esistevano già in Egitto, adottate dai Copti nel V e VI secolo d.C. La tecnica è di origine cinese e le prime stampe su carta risalgono all'VIII secolo d.C. L'incisione ebbe poi grandissimo sviluppo con l'invenzione e la diffusione della carta. In Europa fin dal XIV secolo si producono le prime xilografie (o silografie). Fra le più antiche oggi esistenti, una delle più note, anche per motivi religiosi, è quella della Madonna del Fuoco di Forlì. Il più antico testo che parla di legni incisi è il Trattato della pittura o libro dell'arte di Cennino Cennini del 1437.
Nel Cinquecento l'incisione diventa il mezzo per illustrare i primi libri a stampa. Grandi incisori per qualità di fermezza e decisione sono i pittori Holbein il Vecchio, Lucas Cranach e Dürer. Nel XVI secolo si diffuse la tecnica di incisione detta a chiaroscuro con due, tre e quattro legni. Francesco di Pellegrino utilizzò questa tecnica. Non si sa se l'invenzione sia da attribuirsi all'olandese Jost de Negker, che rivendicò l'invenzione nel 1512, o all'emiliano Ugo da Carpi, che nel 1516 chiese alla Repubblica di Venezia il riconoscimento di paternità.
Gli incisori utilizzano legni morbidi e facili da lavorare, tagliati nel senso della venatura. In questo modo si facilita il lavoro dell'incisore, ma le matrici si deteriorano velocemente. Già all'inizio del XVI secolo il legno è quasi abbandonato, sostituito dalle matrici in metallo.
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